Art’erbario

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Art’èrbario  è un progetto che ha l’ambizioso intento di valorizzare il legame inscindibile, ma purtroppo sempre più spesso dimenticato,  tra Uomo e Natura. Vuole, inoltre, sottolineare come in ogni parte del globo l’arte e la cultura nel loro essere occasione di scambio si costituiscano fonti primarie e inesauribili di conoscenza.
Tramite le Arti, infatti, l’uomo ha da sempre tramandato il proprio essere e il proprio sapere, tanto che esse hanno assunto un’importante valenza storica oltre che culturale.
In tal senso, l’arte può essere letta anche come una modalità per trasmettere una quantità infinita di dati in un processo che, partito sin dall’epoca preistorica, è continuato in tutte le epoche: dall’antichità al medioevo, dalla modernità alla contemporaneità. Basti pensare alle arti parietali della preistoria, ai geroglifici egizi, alle arti etrusche e romane. E, estendendo i propri orizzonti, anche alle espressioni artistiche delle culture precolombiane, africane, asiatiche etc. fino ad approdare alla contemporaneità, dove l’arte è un congegno articolato e complesso alla cui base opera, appunto, una consapevolezza stratificatasi nei secoli grazie a quegli artisti e intellettuali apprezzati dalla collettività.
Da sempre, dunque, l’individuo si trova a vivere in questo meccanismo proprio perché l’arte fa crescere l’animo umano, registrando costantemente le sue esperienze in varie forme d’espressione e in molteplici direzioni.
Art’èrbario è una ricerca nata da anni di sperimentazione dell’artista Elisa Latini che attraverso le sue creazioni non solo si è occupata dell’aspetto tecnico tintorio, ma anche del valore simbolico estetico che lega l’inconscio dell’uomo al mondo Naturale.
Infatti, le creazioni che sostanziano il progetto prendono corpo tramite due processi principali: la tecnica tintoria che consente di imprimere il vegetale prescelto sul supporto (stoffa e carta principalmente), la rielaborazione dell’artista (tratto e/o pigmento naturale).
In questo modo Art’èrbario  unisce diversi ambiti culturali ed artistici.
Può cogliere dal passato un sapere tecnico – l’arte tintoria – ormai perduto, ma che ripreso e reinterpretato può evolversi in nuove possibilità; può rendersi interprete delle diverse culture legate a essenze vegetali differenti oppure, in senso più intimo, dei significati simbolici che esse assumono per l’uomo come singolo o come individuo di una comunità specifica. Può esprimere l’esigenza di tornare ad uno stile di vita più mite, equilibrato e sano, per nutrire l’immaginario collettivo e condurlo verso un saper fare sì più lento, ma anche più costante e, dunque, meno logorante.
Non a caso, l’arte tintoria dei tessuti è un procedimento antico che richiede un sapere profondo. Si basa sulla conoscenza chimica dei materiali utilizzati, sulla sapienza botanica e su passaggi lunghi e laboriosi. Inoltre questa antica tecnica prevede un utilizzo esclusivo di prodotti naturali.
Infatti, sia i  tessuti sia i vegetali tintori nonché i pigmenti utilizzati nelle opere della Latini sono esclusivamente di origine vegetale (cotone, lino, canapa, seta, indaco, resedra, guado), animale (lana, per i pigmenti: cocciniglia) e minerale (per i pigmenti: terre).
Così Art’èrbario agganciandosi al passato vuole lasciare un messaggio al futuro, immettendosi in quel flusso di trasmissione che forma il grande puzzle della “Storia”.